Uno strappo nel cielo di carta

18.00

Romanzo, edizione cartacea, pagine 240.

Categoria:

Romanzo distopico ambientato in Italia che cerca di indagare, attraverso la storia delle immagini,
la trasformazione culturale del nostro Paese dalla tentata strage di Macerata ad oggi.

Dettagli:
Autore:
Salvatore Renna
ISBN: 979-12-200-9887-8
Anno Edizione: 2021
In commercio dal: 1 Dicembre 2021
Pagine: 240 p. Brossura

Sinossi:
“Uno strappo nel cielo di carta” è un romanzo che narra di un futuro o, forse, di un presente – la scelta sta al lettore – distopico, in cui il mondo è diverso: una trasformazione che ricorda un passato fosco, i cui spettri continuano ad aggirarsi sulla Terra.
In una realtà oscura e misteriosa, si muovono i protagonisti di un libro che è quasi un giallo, un thriller avventuroso e, per certi versi, un romanzo storico. Proprio la Storia è la vera protagonista delle vicende, amica e nemica dell’uomo: se essa sembra destinata a ripetersi uguale a sé stessa, è anche l’unica che, maestra di vita, può mettere in guardia l’uomo dai propri errori. Lo studioso Aby Warburg, padre dell’iconografia, aveva captato e documentato nel suo “Atlante della memoria” che non solo ci sono somiglianze tra le varie epoche ma che spesso gli eventi si snodano con le medesime modalità, persino con le stesse forme e iconografie.
I personaggi di questa storia ci suggeriscono, peró, che la principale costante nell’eterno susseguirsi è la veloce perdita di memoria degli esseri umani. Che la soluzione, allora, sia continuare a ripetere e a raccontare quanto accade? Forse, invece, il primo passo per intraprendere un altro cammino è immaginare un mondo diverso.
In bilico sul confine del verosimile, in un mondo in cui gli uomini spesso agiscono come inconsapevoli marionette, è lo strappo nel cielo di carta, celebre aforisma di opera pirandelliana, ad insegnarci a vedere, oltre che guardare, la realtà e, magari, ripensarla.

Trama:
Luigi è un precario supplente di storia dell’arte che si appresta a tornare a casa dopo l’ennesimo vicolo cieco. Quella sera, però, la città gli mostra il volto tumefatto dei cambiamenti in atto e l’altalenante corso degli eventi conduce il protagonista all’apice del vuoto della sua disperazione.
Nella stessa notte un clochard di nome Omero viene pestato a morte da famelici aggressori, branco vigliacco e notturno in ansimante attesa della propria antica rivalsa.
Le sorti di Luigi e Omero si incrociano in città e si intrecciano in un reparto di rianimazione, al punto tale che lo scivolare via di uno sarà l’inizio del sentiero per l’altro.
Al risveglio, nulla è più come prima: il presente sembra aver subito una distorsione temporale, sopraffatto dagli errori del passato e complice di una cieca brutalità che brucia il futuro. La soluzione si cela dietro la lettura della tavola 79 di Mnemosine, l’Atlante della memoria di Aby Warburg, conservata, in occasione di una mostra, a Berlino. Il messaggio intrinseco che quelle immagini portano con sé può essere sufficiente a destare le coscienze e risvegliare il Paese da un violento anestetico?